sabato, settembre 10, 2005

GIOVANNA, La Mariposita

GIOVANNA, La Mariposita
Una Donna Moderna


Scritto da Gary Brackett
Traduzione da Gary Brackett, Virginia Siriu e Debora Mattielo

Note su Giovanna: dove vogliamo andare.

Se vogliamo un teatro di poesia, diretto e immediato come musica, ogni momento nel corso dello spettacolo deve essere pieno di una certa poesia del "reale”: di consapevolezza del tempo, della relazione spaziale, dei contrasti, degli enigmi, delle domande, dei problemi, dei dilemmi e degli affanni del volo dell’immaginazione; una suspense creata dalla tensione fra le attrici; fra le attrici e lo spettatore (testimone); fra l’attrice e se stessa, il suo respiro, corpo, mente e l’intensità della concentrazione; una virtuale crisi dell’“adesso”.

Vogliamo costruire uno spettacolo come una scultura, tagliando via il superfluo per realizzare il dramma essenziale: dal primo “beat” (momento) vogliamo sentire la Giovanna storica e la sua presenza come Amazzone: la sua incarnazione, corpo presente.

Non racconteremo il dramma storico, ma ella sarà fra noi, redenta. Come? Un impegno per il momento balenante, allusivo, sfuggente - il più piccolo e intenso frammento di “momento”: il corpo/anima delle donne, oppresso che allo stesso tempo esprime, istantaneamente, la loro liberazione dal giogo della storia. Presenza dell’attrice come sfida: Artaud. Come vittima che manda segnali che attraversano le fiamme e sacerdotessa sacra. Ancora, Artaud. Ogni respiro deve essere reso presente: consapevolezza di come ogni respiro muova il suo corpo, i suoi pensieri, le sue intenzioni; è il respiro che dirige la coreografia dell’azione e dei sentimenti. Ogni respiro è un segnale, un passo del viaggio a spirale di una testimonianza di lotta e di scoperta (s-coperta).

Ci sarà una “storia”, un “racconto”, una “trama”? Si, ma come un puzzle di percezione e illusione, di confusione di realtà fra prigione e manicomio, tutto immaginato da una donna “pazza”, la quale crede che la propria esperienza venga consumata come prodotto di un’economia futura che fa delle esperienze umane prodotti per la vendita. “Schizofrenici” che abbiamo incontrato spesso descrivono questa sensazione che i loro pensieri siano stati registrati, rubati. Ma questo futuro sta diventando più possibile con l’avanzamento della tecnologia nella realtà virtuale e con sensori impiantati nel cervello e nel corpo; con macchine “nana” che lavoreranno a livello cellulare per modificare, controllare ormoni e temperatura; regolare le funzioni del corpo e la coscienza.

Ma ci deve essere qualcosa di più reale della “fiction”, un’iper-realtà, intensificata e realizzata nell’incontro delle percezioni: esploreremo la politica del genere (la prima divisione) e la sua presenza concreta nell’incontro; testo e immagine della violenza inerente la colonizzazione del corpo della donna; i sentimenti, pensieri e percezioni del confronto di idee fra attrici e pubblico, tempo e corpi. I corpi diventano la misura dell’ esperienza che si sta concretizzando. Ci si può muovere verso un tipo di “gruppo di incontro” in cui viene confrontato “il fondamentale antagonismo e la fondamentale attrazione fra me e te” (Julian Beck): maschio e femmina, femmina e femmina.

Confronteremo l’esperienza e il movimento come un flusso serpentino di momenti; confronteremo i nostri desideri, i nostri desideri insoddisfatti (il residuo di gusto del paradiso, per esempio), o più semplicemente i nostri desideri, bisogni e voglie come consumatori, ( i legami a una cultura che coltiva la morte).Vogliamo un laboratorio di esperienza, pensieri, percezione e sentimento. Un laboratorio che usi anche arte, poesia, musica, spazio: teatro totale, teatro sacro.

C’è un altro aspetto da esplorare: la pazzia furiosa e il linguaggio; come essi sono legati nel comportamento, nella poesia e nel regno della politica come esemplificato da Valerie Solanas e il suo Manifesto SCUM. Ella fu chiamata “mad” (pazza furiosa e malata), ma spingeva all’estremo i limiti del linguaggio e della performance, come nel movimento surrealista, ma estendendo la poesia addirittura alla vita reale: l’azione politica poetica. Valerie Solanas è il personaggio storico che nel 1968 sparò Andy Warhol, con l’intenzione di attraversare la linea fra performance e atto politico. Ha agito nella sua radicale rabbia femminista. Essere “mad” non è solo esser furiosi –la parola implica un’idea di malattia: le donne che sono “mad” sono rinchiuse nei manicomi o nelle prigioni, a seconda di come o di che cosa sono accusate (per esempio con la “sindrome di moglie maltrattata”).

La Giovanna che vediamo potrebbe esser considerata autistica: una “schizo” che vive in un’altra realtà fuori dai confini del linguaggio e della percezione del tempo condiviso. Ella è il Buddha che medita nel mondo – la Mariposita (mai riposa)- e anche se la troviamo in situazioni in cui viene violentata, sfruttata, arrestata o in cui è un’eroina sulle barricate della rivoluzione delle donne, ella rimane sempre intatta; non visibile in un certo senso, inconoscibile perché esiste in un “momento” al di là di ciò che parole come passato, presente e futuro possono raggiungere. Ancora, il suo speciale tipo di presenza sfida tutte le nostre assunzioni di genere, desiderio, bisogno ed essere. Un altro modo di spiegare: come è possibile che un uomo contemporaneo non veda il corpo femminile come un oggetto? In qualche modo Giovanna sconvolge questo –fa infuriare l’altro in modo da spingere l’uomo a cominciare a vedere il proprio processo di essere, che in quanto uomo, è cresciuto nella cultura patriarcale e ne ha tratto vantaggio: ne ha beneficiato ma ha anche sofferto nell’isolamento che questo atteggiamento ha prodotto.

Giovanna porta i suoi quaranta giorni e quaranta notti fuori da sotto l’albero, fuori dal deserto, e sta fra noi, riflettendo noi stessi, ma non nelle finzioni che creiamo negli specchi di casa, le nostre storie, difetti, vanità inventate. Il suo riflettere strappa via il velo per rivelare la nostra falsità e i bisogni del nostro ego e ci permette anche di scoprire (s-coprire) la nostra divinità e la nostra malvagità, la nostra tragedia e speranza, la nostra tristezza e gioia, la nostra morte che passa davanti al riflesso dei nostri occhi e la vita che lotta contro la morte. Porta come un terrore di onestà e sincerità. Ella è terrificante: noi diventiamo pieni di timore reverenziale.

Come possiamo fare tutto questo? Come può l’attrice rappresentare questo essere terrificante? Sperimentiamo con il linguaggio, il testo, la narrazione, la testimonianza e la messa in scena e con l’incontro fra l’attrice e lo spettatore/partecipante. Forse comincia come “teoria”, come teatro: il render visibile; perfino come evento di fiction. Ma allora forse il "doppio” accade e diventa un po’ più vero.







Anti-prologo
Dalla schiava all’eroina: La Farfallina

L’attrice sono trovato ognuno nel loro proprio cella in movimenti lentissimi e minimalisti.

(Messa in scena alternativa)
Una serie di azioni di quasi-ballo, tableaux e immagini, con Giovanna come vittima ma "Brechtiana" nella sua recitazione: effetti "alienation", interruzioni, silenzi, testo su cartelloni, azioni ritmiche alternate con tableaux, altri "trucchi e scherzi" per mantenere la suspense e l'uso di sequenze come sogni e personaggi del mondo contemporaneo.
L’ Uomo che domina conduce a gesti di rifiuto e resistenza e finalmente si manifesta l'attivismo dell'eroina, come, per esempio, le mani bianche sulle strade dei manifestanti di Genova.

Voce: La violenza contro le donne permea ogni società. In tutte le parti del mondo, almeno una su ogni tre donne è stata picchiata, forzata ad avere rapporti sessuali o maltrattata in qualsiasi modo -generalmente da qualcuno che lei conosce, includendo suo marito o un altro maschio della famiglia; Una donna su quattro è stata maltrattata durante la gravidanza. Più donne muoiono ogni giorno per varie forme di discriminazione basate sul genere che sono più numerose di tutti gli altri tipi di abusi dei diritti umani.

Giovanna: Il suo futuro non è in fase di costruzione. Esso è già là, predisposto a manifestarsi.

Voce: Almeno 60 milioni di ragazze che si pensa siano vive sono "missing", scomparse da varie popolazioni, uccise dalle loro stesse famiglie deliberatamente o per negligenza, a causa del loro genere, come per esempio l’aborto selettivo.

Giovanna: Si intende che la tua vita e la tua morte sono lì, al loro posto, soltanto aspettano che tu rispetti gli appuntamenti.

Voce: Le uccisioni a causa dell'onore sono in crescita ovunque. In tutto il mondo circa 5000 donne e ragazze ogni anno sono assassinate per mano dei membri delle proprie famiglie, la maggior parte a ragione del "disonore" causato dallo stupro perpetrato generalmente da uno della loro famiglia o parenti – un accoltellamento, una lapidazione, uno strozzamento o una morte per fuoco, succede ogni due ore.

Giovanna: Non toccarlo. Lo pulisco io più tardi.

Voce: Una donna su quattro è vittima di stupro o tentato stupro durante la sua vita. Ogni due minuti una donna è violentata in qualche parte degli Stati Uniti: un’indagine ufficiale dice che negli USA una donna è picchiata ogni quindici secondi e 700.000 sono violentate ogni anno.

Giovanna: C’è qualcosa di cui non sappiamo nulla.

Voce: In ogni periodo storico, abitualmente donne e ragazze sono state aggredite e violentate ordinariamente nella guerra. Recentemente, con "la pulizia etnica" e a causa del cambiamento nel modo di condurre i conflitti che coinvolgono più direttamente i civili, donne e bambini sono diventati ancora più vulnerabili.
Lo stupro, la gravidanza forzata e la tortura sessuale adesso sono classificati come delitti di guerra e delitti contro l'umanità. Almeno 20.000 donne sono state violentate durante la guerra nell’ ex-Jugoslavia nel 1992.

Giovanna: Nulla sembrava strano per lei, o sorprendente, o stimolante, a confronto del fatto e del terribile frastuono della materia, la macchia, ciò che era lo shock soffocante della propria esistenza qui.

Voce: E' calcolato che quattro milioni di donne e ragazze sono comprate e vendute a livello mondiale, attraverso il matrimonio, prostituzione o schiavitù. Tante sono attratte nelle mani dei trafficanti con promesse di lavoro. I loro prezzi sono fissati secondo la loro età, bellezza o verginità. Il traffico delle donne porta alle organizzazioni criminali mondiali miliardi di dollari -una quantità che eguaglia i loro profitti tratti dalle droghe e le armi. Due milioni di ragazze di 'età tra i 5 e 15 anni sono introdotte nel mercato del sesso ogni anno. 1,2 milioni bambini sono coinvolti nella prostituzione.

Giovanna: Lei era così com’era, fuori dal comodo dondolio di neppure/oppure.

Voce: Circa 500.000 donne entrano annualmente nel mercato del traffico nell'Europa ovest. I trafficanti spesso usano i loro bambini per ricattarle. In Europa, il comportamento della polizia verso le vittime del traffico, fa che le donne siano riluttanti a cercare il loro aiuto. E' stato scoperto che i poliziotti collaborano con i trafficanti.

Giovanna: Quanti miti abbiamo creato della nostra esperienza del tempo.

Voce: Ci sono 25.000 prostitute straniere in Italia. Più di 8.000 ragazze albanesi si prostituiscono in Italia e più del 30% sono sotto i 18 anni. La ragione principale di ciò è il dislivello economico fra i paesi ricchi e la povertà dell'Albania. Queste donne sono costrette a vivere in condizioni equivalenti alla schiavitù. Sono forzate ad avere incontri sessuali con innumerevoli "clienti" ogni giorno. Non hanno nessun diritto di negoziare le prestazioni o i prezzi di questi incontri e possono "prendere botte" se si rifiutano.

Giovanna: Non toccarlo......lo pulisco io.....più tardi.

Voce: Si presume che 130 milioni di donne abbiano subito la mutilazione degli organi genitali; e oltre due milioni sono a rischio ogni anno. Mutilazione dei genitali è la rimozione parziale o totale degli organi genitali esterni. La pratica intende limitare il piacere sessuale. E’ molto dolorosa, è spesso fatta senza anestesia, e può causare infezioni, la sterilità o la morte.

Giovanna: Qualcosa sta succedendo. E' successo. Succederà. Succederà. Questo è creduto.

Voce: Quale parte del tuo corpo ami? Ognuno dovrebbe amare ciò che vede quando si guarda nello specchio. Ma, i pubblicitari, Hollywood, l'industria della moda, delle diete e cosmetica ci convincono che nessuna parte del nostro corpo è accettabile. Gli spot della stampa e la pubblicità televisiva ci riducono a mere parti dello corpo -labbra, gambe, seni- che sono disegnate con l'aerografo e ritoccate per raggiungere standard impossibili.

Giovanna: C'è una storia, un flusso di consapevolezza e possibilità. Il futuro sorge dall'essere.

Voce: Per decadi, Hollywood e l'industria della moda ha promosso la pillola per la dieta, creando un business di molti miliardi di dollari. Il nuovo millennio dice alle donne e alle adolescenti che la plastica facciale, gli innesti di seni e la liposuzione fanno bene alla stima di sé. Allora, non è una sorpresa che più dell’ 80% delle ragazze di 10 anni sono sotto l'influenza di qualsiasi forma di moda dietetica e la maggior parte di queste ragazze, quando avrà 14 anni, userà il tabacco come aiuto per la dieta.

Giovanna: Ma non per lei.

Voce: Uno dei più comuni temi pubblicitari è che il fumo è un passaporto e un simbolo per l'indipendenza e il successo della donna moderna. L'industria del tabacco ha sviluppato dei mezzi di lusinga molto attraenti per le ragazze adolescenti. Usano le riviste femminili per vendere sigarette legando attraverso la pubblicità l'uso del tabacco alla moda, la bellezza e la snellezza.
Nel 1999 la compagnia Phillip Morris ha lanciato una campagna di $40 milioni mirando particolarmente alle ragazze adolescenti e donne di colore con lo slogan "Diventa te stessa!" Il messaggio implicito era che l'uso del tabacco è legato alla libertà delle donne, l'emancipazione e il conferimento di potere.
Ogni anno circa 1.825.000 donne, 5000 al giorno, una ogni 17 secondi muoiono a causa del tabacco.
Vestiti con le marche delle compagnie di sigarette e altri regali e accessori sono usati per promuovere l’uso del tabacco per le donne e le ragazze.

Giovanna: Ella non ha appreso il linguaggio.

Voce: L'industria della moda, un altro esempio sottile e lucroso della colonizzazione del corpo femminile, in tutto il mondo, sfrutta le operaie. Si classifica un determinato lavoro come " lavoro per le donne", per poi retribuirlo con un salario più basso perché fatto da donne.
In altre parole, sono pagate meno, non per il tipo di lavoro che fanno, ma solo perché sono donne. Queste donne di solito giovani lavorano in condizioni pericolose per salari estremamente bassi producendo beni per il Primo Mondo mentre i loro diritti umani sono violati dai governi e le industrie contemporaneamente.
Sempre più, il lavoro meno costoso è il lavoro dei bambini. Queste giovani donne e ragazze lavorano sei o sette giorni a settimana, dalle dieci alle quindici ore al giorno, ma non guadagnano abbastanza per avere pasti soddisfacenti; tante sono malnutrite.

Giovanna: Ci deve essere un punto immaginario, un luogo fuori dall'esistenza, dove il nostro linguaggio si interseca con le nostre percezioni di tempo e spazio, e lei è una straniera, senza parole e connessioni, in questo incrocio.

Voce: Oggi, più donne che mai stanno cercando aiuto dallo psichiatrica e stanno entrando negli ospedali. Terapisti sono i poliziotti teneri della cultura dominante. Quando le donne denunciano molestie e discriminazioni sessuali qualche volta sono mandate dal terapista e diagnosticate matte. Negli ospedali psichiatrici l'uso del dosaggio massivo delle droghe, elettroshock e terapia da coma insulinico sono una cosa abituale, spesso prima che le pazienti siano visitate da uno psichiatra.

Giovanna: Il tempo si dispiega nelle cuciture dell'essere. Ti attraversa, creando e formando.

Voce: Gli psicoterapisti tradizionalmente ignorano il fatto oggettivo dell'oppressione femminile. Quanto è comune lo sfruttamento sessuale fra terapista e paziente? L'indagine mostra che circa il 15% dei professionisti hanno ammesso il coinvolgimento sessuale con le loro clienti. Però alcuni ricercatori credono che l’incidenza attuale possa essere superiore.

La situazione cambia il conferimento del potere. Non ci sono ancora vittime.
Il rito della "madness" (pazza furiosa)

Giovanna: Forse le donne arrabbiate e piangenti nei manicomi sono le Amazzoni ritornate sulla Terra tanti secoli più tardi, ciascuna conducendo una ricerca personale, ricordata a metà, per la propria Madre-patria -una ricerca che chiamiamo Follia. O forse loro sono Dee-Madri fallite, eternamente Demetre e miseramente inabili a trovare le loro figlie o i loro poteri.

Coro: Qui mi siedo -matta da legare -con niente da fare tranne che diventare più matta e ancora più matta o se no recuperare abbastanza della mia sanità mentale perché mi permettano di ritornare a quella vita che mi ha fatto diventare matta.

Giovanna: Ma non se tu sei lei.

I.
Prologo: l'estasi

Ci sono diversi piattaforme mobili nello spazio che si possono spostare a seconda delle esigenze dello spettacolo.
Giovanna si trova al centro, immobile ma presente.
Ella incarna la Giovanna storica.
Il pubblico viene disposto e diviso nell'area, circondato da canzoni e danze: maschi e femmine, "l'altro".
La prima divisione: il genere.
Le voci si intrecciano come le azioni delle attrice. Ognuna diventa "Giovanna" per un pò. Danza d'estasi.

Titolo: (Titoli sono proiettati, detto oppure su cartoline)
Carcere femminile. 4.48 nella mattina

Giovanna: L'esserci è venuto a me. Sto con il momento. Lascerò il momento. Sedia, tavola, muro, corridoio, tutto per il momento, nel momento. E' venuto a me. Qui e vicino. Da questo momento sono partita, andata, sto andando, Lascerò il momento da questo momento.

Coro:
Sono venuto a te sperando d’essere guarito.
Tu sei il mio medico, il mio salvatore, il mio giudice onnipotente, la mia sacerdotessa
Mia dea, il chirurgo della mia anima.
E sono il proselite della tua saggezza.
Sono venuto a te
per realizzare aspirazioni e ambizioni
per superare gli ostacoli e raggiungere la cima
per incrementare l’autostima attraverso l’uso positivo del talento
per neutralizzare l’opposizione
per esercitare controllo e influenza sugli altri
per proteggere me stessa
per difendere il mio spazio psicologico
per affermare l’io (l’ego)
per ricevere attenzione
per esser visto e sentito
per eccitare, stupire, affascinare, shoccare, intrigare, rallegrare, divertire o adescare gli altri
per essere libero dalle restrizioni sociali
per resistere la coercizione e la costrizione
per essere indipendente e agire secondo desiderio
per sfidare la convenzione
per evitare il dolore
per annullare la vergogna
per negare l’umiliazione passata nel riprendere azione
per mantenere il rispetto di sé
per reprimere la paura
per vincere la debolezza
per appartenere
per essere accettato
per avvicinarsi e per scambiarsi gioiosamente l’un l’altro
per conversare in modo amichevole, per raccontare storie,
per condividere sentimenti, idee, segreti
per comunicare, per parlare
per ridere e fare scherzi
per accattivarsi l’affetto dell’amato Altro
per stare e rimanere fedele all’Altro
per godere esperienze sensuali con l’Altro scelto
per nutrire, aiutare, proteggere, confortare, consolare, sostenere, accudire o guarire
per essere nutrita, aiutata, protetta, confortata, consolata, sostenuta, accudita o guarita
per creare una relazione con l’Altro
che sia reciprocamente godibile, durevole, cooperativa, alla pari
per essere perdonata
per essere amata
per essere libera.

Voce: Non ho saputo come chiamare questo. Chiamatelo canto. Lei lo ha lasciato continuare per un pò, andando, avvicinando, era una canzone, era una salmodia.

Giovanna e coro: Venendo e andando sto partendo: partirò e verrò. La partenza è arrivata a me. Noi tutti, saremo tutti, noi tutti saremo lasciati.
Perché sono qui e...dove.
E andrò o non andrò o non andrò mai. E ho visto quello che vedrò. Se sono dove sarò.
Perché niente è tra me.

Diversi voci:
Stavo ridendo ma lei no. E' venuto fuori da lei continuamente e non era un discorso schizofrenico o il grido dei corpi oscillanti scossi da Dio. La stavo guardando.

Era un canto puro, trasparente, oppure mi stava dicendo qualcosa?. Ho sentito un fremito che non mi ha fatto sentire bene. Mi stava forse dicendo com'è essere come lei, vivere nel suo corpo e nella sua mente?

Ho provato ad ascoltare ma non riesco. Le parole corrono, sinuose e vuote, e ho voluto che lei ridesse con me, che mi seguisse fuori di me. Il punto è questo,si questa è la confusione da vero stupore.

Al limite c'è il terrore, la paura di credere, un certo spostamento di sé, ma questo è il punto, questa è la scintilla d'estasi, l'antico senso della parola, i tuoi occhi si rovesciano.

Coro cantando:
La donna esploda davanti alla donna
Sono sola e unica,
afferrando il mio cuore,
l'estasi esala
avanzando al Rapimento assoluto
Sono imperturbata
Ma ho percezioni cosmiche
Sgorgano nel mio sangue
Visioni tremende forgiano la mia anima
Sono come sono
Esplodo davanti a te!


II.
La prigione e il mercato

Le piattaforme sono spostate una al centro, una sinistra ed una a destra.
Qualche attrice resta tra il pubblico. Tutti sono vestiti da
prigionieri.
Dialogo sul valore del mercato dell'esperienza elettromagnetica.
Il soggetto (o soggetti) è presentato: collegata alle macchine. Cavi connettono due personaggi al suo corpo: "input" e "output". Ci sono guardiani. Si sente una continua litania di prezzi e di titoli, che sembra corrispondere alle azioni e alla dinamica della triade dei corpi. C'è un crescendo di attività e tensione.
I guardiani iniziano a preoccuparsi . I battiti del cuore, il respiro e la tensione corporale di Giovanna determina e risponde alla crescita o alla decrescita della velocità e dinamica della scena.
Dai due lati del pubblico si sente la voce del coro.

Coro di numeri (da borse internazioni) e salmodia:
o dedi
o dada orzoura
o dou zoura
a dada skizi
o kaya
o kaya pontoura
o ponoura
a pena
poni
ge re ghi
regheghi
geghena
e reghena
a gegha
riri

Titolo: L’esperienza umana: merce da vendere

Input: La transizione dell'esperienza economica è completa. Il valore dell'intera vita è il nostro nuovo termine operativo. La migrazione del commercio umano e della vita sociale al regno del cyber-spazio ha aperto mercati nuovi prima inimmaginabili.

Output: La storia suggerisce che ogni epoca si riferisce alla sua tecnologia più importante come una metafora per il cosmo,o addirittura, anche per Dio. La scienza deve spiegare un meccanismo per l'esistenza dell'universo.

Voce: C'è un codice non verbale anche nella più semplice conversazione che dice agli oratori cosa sta succedendo oltre il piano acustico.

Input: La capacità di controllare e vendere pensieri e desideri è la massima espressione dell'arte del vendere. Non più ancorata alla geografia, il regno della proprietà concede spazio alla colonizzazione totale dell'esperienza.

Output: Non mi sento di essere un alieno in questo universo. L'unica cosa incomprensibile dell'universo è che è comprensibile.

Giovanna:
Questa lingua fra quattro gengive,
questa carne fra due ginocchi,
questo pezzo di buco
per i matti.

Voce: Questo codice non esiste quando lei parla.

Titolo: Giovanna cederà i diritti della sua immagine?

Input: Ogni momento risparmiato del nostro tempo è stato riempito con qualche forma di connessione commerciale. Ogni istituzione ed ogni essere umano è stato corteggiato e collegato a qualsiasi forma di servizio o relazione commercializzata. Adesso la comunità è un prodotto che possiamo comperare anziché qualcosa che creiamo per noi stessi.

Output: Abbiamo decifrato una parte del codice cosmico. Siamo riusciti a comprendere i segreti della natura. Noi, polvere di stelle animata, portiamo la scintilla di razionalità che fornisce le chiavi dell'universo.

Voce: C'era un elemento mancante.

Input: Nessun luogo, nessuna terra, nessuna distanza, nessun paese, nessuna città, il reale è nascosto e si riduce ad immagini sullo schermo. Nessun confine o orizzonte o tempo limita il nuovo cyber-cittadino mondiale. Non c'è più niente da comprare, niente da acquisire: Il desiderio per il piacere e per il gioco sarebbe soddisfatto dai nostri artisti post-moderni, espropriando le risorse culturali del mondo, le nuove scenografie e gli oggetti di scena per recitare le esperienze, vengono venduti e comprati come prodotti.

Output: Il mistero del più profondo enigma è legato alla consapevolezza della nostra coscienza. C'è un senso nel nostro essere qui! L'esperienza dell'unità attraverso il castello labirintico della scienza si apre direttamente sull'assoluto.

Voce: Era difficile trovare un ritmo in comune.

Titolo: L’attività mentale di Giovanna si sta caricando

Input: Il centro commerciale è stato connesso direttamente nelle tue sinapsi! La rivoluzione biotecnologica dei trapianti promette trasmissioni cellulari istantanee dal vivo nel corpo dei nostri clienti. E' la morte della geografia!

Output: Dio è sottile ma non è maligno. E' comprensibile che la prova intrinseca delle attività creative divine nella natura è evidente, e che ha qualcosa in comune con le nostre stesse menti.

Giovanna:
E se non prendi l’immagine
-e quello che sento che stai dicendo
in un cerchio,
che non prendi l’immagine
che sta al fondo
del buco della mia ficca,-
è perché non conosci il fondo,
né delle cose,
né della mia ficca,
la mia.

Voce: C'erano soltanto parole non adatte.

Input: Siete già arrivati senza bisogno di convalidare il vostro biglietto di partenza! Non ci sono più "qui o lì" e tutto è ora. Il giorno è arrivato quando il giorno non c'è più!

Output: La scienza chiede: è possibile che esista qualcosa che non possa essere osservato? Per analogia, con un atto di fede io concludo che esistano altre menti oltre la mia anche se posso interagire solamente con il tuo corpo.

Voce: Si perde contatto con lei, si perde interresse ogni tanto, non si riescono a localizzare intervalli ritmici o segnali di tempo o perfino i mormorii e i ronzii, le pause udibili che danno il tempo alle frasi.

Input: L'economia è stata trasformata in un grande cyber-teatro di mito, fantasia e illusione. Il mondo è una creazione umana: la TV è il mondo.

Output: L'uomo ha due occhi: uno vede solo quello che si muove nel tempo fugace. L'altro ciò che è eterno e divino. Non è la bellezza la guida per la verità? Aveva Dio altre scelte nel creare il mondo così com'è?

Voce: Ella non ha mostrato nessun cambio di espressione alle cose dette.

Input: Noi viviamo nello schermo, tutte le nostre macchine sono schermi, noi siamo schermi! L'interazione umana è l'interazione di schermi.

Output: E' inevitabile che organismi biologici che sono emersi dall'ordine cosmico devono riflettere proprio quell'ordine nelle capacità cognitive? L'esistenza dell'organismo cosciente è un fatto fondamentale dell'universo.

Giovanna:
A nulla assomiglia l’amore quanto all’attrattiva di certi sogni di paesaggi,
al recinto di certe colline di argilla la cui forma sembrano sovrapposte ai nostri pensieri.
Quando sto provando a scoprire me stesso,
i miei pensieri si cercano l'un l’altro in uno spazio nuovo.
Sono sulla luna, sognando, mentre gli altri restano a casa.
Io partecipo alla gravitazione dei pianeti tra le fessure della mia mente.

Voce: Lei ti fa perdere la testa. Nessun tono d'enfasi qui e nessuna monotonia lì.

Input: L'orizzonte non è più il limite! Il nostro nuovo orizzonte è stato sovrapposto dallo schermo. La vita stessa è la nuova merce. Siamo i consumatori dalle nostre stesse vite. Le emozioni sono garantite; soddisfatti o rimborsati!

Output: Le idee hanno un tipo d'esistenza indipendente, così che di tanto in tanto vengono scoperte da una mente ricettiva? Oppure l'ispirazione è una conseguenza di un normale ragionamento che avviene nel subconscio, con il risultato che viene portata alla coscienza soltanto quando pronta?

Voce: Si comincia a capire che tutto il suo parlare non ha avuto nessun senso del tempo.

Titolo: La download di Giovanna è stata esuguitta.

Input: Noi adesso siamo fieri di annunciarvi che c'è una media di 3500 spot al giorno per ogni persona e tu puoi creare una nuova identità ad ogni connessione! Sei connesso?

Output: Se è vero, come si è sviluppata questa capacità del normale uso della ragione? Quali vantaggi biologici possono conferire all'essere umano l'ispirazione matematica e artistica?

Giovanna:
Sento la voglia di non essere,
di non essere mai caduto nella puzza delle imbecillaggini, rinunce,
abdicazioni e contatti ottusi. La luce di questa invalida vagabonda che,
ogni tanto, viene a mostrare la sua ombra che lei stessa ha sputato molto tempo fa,
questa stessa zoppicante,esausta, questa luce virtuale,
impossibile che comunque trova se stessa nella vita reale.

Voce: E che tutti i riferimenti al livello non parlato, le cose che un uomo che parla Tedesco poteva condividere con un uomo che parla Cinese - tutto questo è stato perso.

Input: Allora, prendetevi il vostro piacere liberamente. Giocate con noi: abbiamo bisogno di nuove esperienze esotiche per i nostri consumatori affamati. E lasciate il marketing a noi.

Il coro comincia a muoversi verso Giovanna.

Diversi voci:
Sembrava che lei fosse qui, ad appena quatto metri.

Non è riuscita ad avere per se stessa la misura per quello che noi
chiamiamo l'adesso.

Che cos'è dunque?

E' possibile che non esista niente per coloro che non la considerano
Una questione di fede.

Forse dobbiamo parlare con un fisico, qualcuno che può dirci quali sono i parametri.

Odio quella parola. La uso ma non so che senso abbia e la uso
comunque.

Giovanna: Più di metà dell'intero genere umano non ha mai fatto una telefonata.
(Il mercato in declino)

Input and output (eccitatamente): Più di metà dell'intero genere umano non ha mai fatto una telefonata.
(Il mercato in crescita)

III.
Dialogo delle detenute: nella prigione si sa chi è chi.

La ricerca di intimità. Mondo come prigione; libertà nella prigione. Teatro come rifugio dalla prigione del mondo.
Scena: piattaforma elevata al centro. Prigionieri al centro, "dentro".
Voce esterna da "fuori".
Azioni di rigidità in contrasto con altre di conforto: controllo dei corpi, trucco, compleanni, cella d'isolamento, aggiungere un pò di colore alla divisa.
Da "fuori" ci sono azioni complementari per esempio una madre che porta una foto dove è scritto "missing", scomparso.

Titolo: Hai una nostalgia per un’esperienza intensa? Nella prigione si sa chi è chi.

Voce: Il cimitero. Tutti i giorni passo lungo la via per la prigione. Sulle strade il sangue sta proprio fluendo. Non è possibile che voi ragazze non lo vediate. Io Lo vedo sempre.

Voce: Quando eravamo prigioniere, eravamo prigioniere. Nonostante tutto abbiamo avuto una libertà che le persone fuori non hanno avuto. C'erano persone in cui noi potevamo confidare. Nella prigione si sa chi è chi. Ma le persone nella strada non hanno questo vantaggio. Nessuno sa chi è chi.

Voce: Ho provato a spiegare il significato che ha andare direttamente da un campo di sterminio alla strada.. E' come se all'improvviso aprissero una finestra per mostrarti tutto l'orrore dell'universo e poi all'improvviso la chiudessero, e allora, con quelle immagini nella tua testa, vai, vai fuori e provi a vivere.

Voce: Quando sono andata fuori dal paese dopo il mio asilo politico, qualche volta sono stata in preda agli stessi, esatti sintomi, proprio come quando ero dentro. Era come essere in galera quando stavo in libertà e libera quando stavo in galera. Sono andata a letto e non riuscivo a dormire con la finestra affianco a me da cui si vedeva la strada. Sentivo ogni macchina che si fermava, ogni porta che si apriva, non sono andata fuori da nessuna parte.

Voce. Tutto il tempo ho avuto l'immagine permanente della prigione, sai? Guardavo l'orologio, l'ora di controllo- avevo quasi un orologio biologico. Ogni minuto aveva un'altra dimensione –Stavo nel tempo della prigione. Sono vissuta in quel ritmo. Pensi di sapere cos'è il tempo? E allora, io ti dico: finché aspetti la prossima campana per vedere un barlume di sole, finché stai contando i giorni anche se non hai una sentenza fissa, finché tu sei sotto la luce aspettando la prossima scossa o schiaffo, o ascoltando i passi di un altro uomo che sta venendo lungo il corridoio e ti domandi se tocca a te oppure alla mia ragazza....

Voce: Prima sentivo di esser una tizia veramente importante, alta sulla scala del partito, proprio il posto di un grande uomo. Avevo un grosso problema sulla mancanza di rispetto per gli altri con diverse idee. Ero così politicizzata - ero una vera stronza. Ma dentro la prigione all'improvviso si vedevano certi tipi. Ho visto questa signora che stava lavorando a maglia tutto il giorno e lei ci disse la cruda verità sulla situazione. E chiedevo a me stessa,"Ma come mai? di che partito fa parte lei?" .... Lei non fa parte in alcun modo di quella roba, la signora lavora a maglia, canta, cucina empanadas. Quella donna fa crescere fiori dentro la nostra testa!

Voce: Io ricordo il primo compleanno che abbiamo celebrato, con la torta fatta di pane. " O, aspetta, io no, io non mangio quella". "Ah, ma ascolta è perché tu sei appena arrivata, però, tu non sai quanto vorrai mangiarla!" Non le abbiamo sempre fatte. Compleanni....Natale, E sapete dopo che sono uscita l’ho fatta per mia madre e neanche io ho potuto mangiarla!

Incontro con individui del pubblico: cercare; incontri; e domande.
Poi, le piattaforme sono spostate e si presenta un lungo corridoio. Giovanna sola nella cella d'isolamento, e anche altri così ma fra il pubblico dove hanno creato spazio.
Giovanna canta, "invisibile", ma le altre la sentono.

Azione della scena: tortura come "lo scrivere" sul corpo

Titolo: La pratica della tortura è diffusa in più di 60 paesi nel mondo.

Voce (ci sono urli silenziosi): Il momento più terribile, quando mi sentivo veramente incarcerata, era quando condividevo l'isolamento con La Mariposita. Non abbiamo saputo se lei era una "politica", oppure una"comùn". Non abbiamo mai saputo. In quel buco non la vedevo proprio, ma c'era questa presenza, questa intensa premura, come una...comunione. Vi dico era così religiosa. Quella piccola farfallina, così tanto fragile...così femminile, così silenziosa: lei è sopravvissuta, lei è sopravvissuta alle peggiori bastonate che quei bastardi avessero potuto darle. Strano, da questo momento scuro più di quanto si possa immaginare, è venuto i più belli e intensi momenti che abbia mai vissuto. Questi.......Lei mi ha salvato

Giovanna, cantando: (La Farfallina)

Questo è il più bianco Natale che sta venendo
Il più bianco Natale ho mai vissuto
Questo ci fa ricordare le notti di neve della nostra casa
Sto ricordando la bianchezza del vuoto
E anche di questa speranza che è così bianca
E sto facendo la fatica di riempirlo con colore
come la bianchezza ancora significa
purezza e non mancanza
nel caldo del sole a sentire il tuo calore
e vicina la tua compagnia
nella profonda libertà verde dei campi seminati
nei tuoi figli e in quelli che devono ancora venire
e anche se sarebbe necessario aspettare
per un altro Natale bianco
o per uno che avrebbe il colore delle nostre amiche perse
sarà il più pieno
quello che porterà sollievo per tanti anni di dolore
perché avremo potuto vivere un Natale
con il colore della vita.

Voce: Si comincia a raccogliere dentro se stessi e si realizza che ci sono persone torturate dall’altra parte del mondo, che parlano un altra lingua, e tu conversi con loro, più o meno automaticamente, finché diventa cosciente che lo stai facendo e poi si ferma e vedi quello che sta davanti te in quel momento, come.......

Una notte non riuscendo a dormire, ascoltavo il respiro rauco e ritrovando me stessa emozionata in modo strano. Come una donna anonima a se stessa, in sonno non era più inconoscibile di qualsiasi altra.

Guarda. Il corpo velato pulsa debolmente. E’ questo che sento, guardando il corpo calmo e vulnerabile, potrebbe essere qualsiasi corpo, che si mette fianca a lei dopo che abbiamo fatto l’amore e respira il caldo dei suoi sogni senza misericordia e meravigliarsi: lei chi è?, ponderando teneramente la verità che mai si saprà, perché questo è il segreto che il sonno protegge nella sua profondità neurale, nei suoi gradi, livelli e pieghe.

Che senso c 'era, la prima volta che una creatura ragionevole guardava profondamente negli occhi di un altro? Sono passati centomila anni prima che questo sia successo oppure è stata la prima cosa che abbiamo fatto, trascendentalmente, la cosa che ci faceva più evoluti, moderni, lo sguardo fisso che mostra che siamo soli nelle nostre anime?

IV.
Teatro in prigione: mito di Demetra

Il primo stupro.
Madri e figlie.
Le "internate" inscenano una rappresentazione “naïve” sul mito:
Qual’è lo scopo di questa scena?
D’usare il mito come metodo per capire "la psicologia femminile contemporanea".

La trama:
Essa non aveva nessun corazza di protezione....era sola e senza capacità d'improvvisarsi, di ricrearsi di nuovo. Aveva paura. Quanto è semplice e vero. Stava qui dentro il grido del mondo. Questo era il suo urlante volto, desolato, il ‘come se non’ delle cose. (Persephone?)

I.
"C'era una volta". (in principio)
Demetra e le sue quattro figlie. (Paradiso)
Le prime mestruazioni. (Biologia)
Ratto e stupro. (Incesto)
Rabbia e lacrime.
Ritorno a casa, isolamento e destino delle figlie.
II.
Rimozione S della storia
La matrigna malvagia.
Le erranti matrigne.
Principi e cavalieri bianchi.
III.
Dove siamo oggi.

Titolo: L’attrice recitanno i detenute recitando il mito di Demetra e Persefone.

Canzone di Demetra e Persefone

Adesso siamo pronte
A cercare lontano la fonte
Di come la femmina donna sia diventata.
Guardiamo attraverso questa lotta innata,
della biologia dell’essere
e della psicologia dell’esistere,
del vivere e del capire;
noi, che ci siamo rassegnati a definire
forse è in questi racconti che…..

Titolo: Chi saranno le nostre dee e le nostre eroine?

(ritornello)
Gli dei mai avranno morte.
Dove sono le nostre figlie?
Dove si nasconde la magica sorte?
Dorme tra le pieghe di silenziose conchiglie.
Da altari e templi abbandonati
si alza ancora una voce per lei;
invocano le figlie i destini sognati,
madre dove sei?

Titolo: In quale lingua le interpelleremo?

Nel campo dei miti Persefone raccoglie
per la madre Demetra papaveri tra foglie,
con un amore perfetto senza paragoni,
linguaggio, musica,risate ed altri di questi doni,
che lei e le sorelle con amore crearono
e alla dea protettrice della vita e del grano portarono.
La sua energia per sempre fluisce e si rinnova per…….

Titolo: Come può l'impulso creativo essere alimentato nelle donne – da noi che
abbiamo dimenticato i nostri miti, e che non abbiamo rituali da cui procedere?

(ritornello) Gli dei mai avranno morte….

In questo giorno speciale
In cui appare il primo sangue mestruale
Un’ amabile gioia piena si celebra.
Ma sale uno strano odore dalla tenebra.
Padre, fratello, marito, Plutone appare orribile,
strappa a Persefone ogni segreto conoscibile,
lacera le vesti e trascina il dolore,
folle e bramoso, in quel giorno senza tepore.
Quel giorno maledetto Persefone disse…..

Titolo: Come possiamo sperimentare la divinità che risiede nel corpo femminile?

(ritornello) Gli dei mai avranno morte…..

Come si può dimenticare la figlia che manca?
Demetra si infuria, invecchia, appare ora stanca.
Lamenta il destino di pianto che le divine fanciulle accoglie,
quando delle loro case varcano le soglie
E l’impietoso fallo, avido, le perfora.
Demetra invoca l’oscurità che di tenebra tutto colora.
Accolte dall’abbraccio della femminile riunione d’amore,
tornano a girare la ruota di sacrificio e dolore,
per sempre donne ma….

Titolo: Quando cesseranno tutte le stupide bugie fra madri e figlie?

(ritornello) Gli dei mai avranno morte….

Nessuna celebrazione di madri e delle loro creature
Finché feroci profeti e fratelli regnano con anime impure.
Meschina, la vagabonda Demetra si rivolta,
vuole punire Cenerentola;a sognare l’ha colta!.
Un principe azzurro può la giovane salvare
o l’amore,che un incantesimo sa suscitare.
Prima di essere cacciata
Dimenticando ancora che………

Titolo: Come festeggeremo quel giorno?

(ritornello) Gli dei mai avranno morte….

Allora, senti, dove siamo adesso?
Nascosti dai tratti assegnati al destino del nostro sesso.
Quali i valori che in alto vuoi sollevare?
Uomo o donna, decidi, devi osare!.
Dov’è il tuo posto nella società?
Molto del nostro sangue fluisce in un mondo di crudeltà.
E’ possibile essere semplicemente una donna che sa… ;

Titolo: Come impareranno le donne a superare un modello di sessualità incestuoso
e procreativo?

(ritornello) Gli dei mai avranno morte….

Così crudo urla il nervo scoperto del mondo
E noi, semplici,vere siamo sole ritagliate sullo sfondo.
Siamo sorelle,madri,figlie e amanti….
Potremmo essere ricreate sacre e festanti.
Un fascio coraggioso, amoroso, voglioso…
Tra Demetra e te
Deve essere costruito perché….

Titolo: Come creeremo un clima in cui potranno prosperare molte donne
dispensatrici di conoscenza?

(ritornello) Gli dei mai avranno morte…

Note: (da Donne e Follia, Phyllis Chesler)

Probabilmente, le donne furono il primo gruppo di esseri umani reso schiavo, (assoggettate).
L’ardente legame d'amore, la continuità(cioè l’eredità) e la dignità stabilita fra Demetra e sua figlia Persefone non esiste nei miti cattolici o nella cultura contemporanea".
Le figlie femmine letteralmente muoiono di fame nel matrimonio: non a causa della vita coniugale, ma a causa della relazione fisica nonché del lascito di potere e umanità che derivano dalle loro madri. Nella società moderna la personalità "dipendente ed incestuosa" delle donne è il risultato della deficienza da parte della madre e del padre del loro ruolo "divino".
Bambine di sesso femminile s’indirizzano ai loro padri per ricevere affezione fisica, educazione, o emozioni piacevoli e intense,- intese come sessuali dal maschio adulto- se pure esse sono innocente, incapace, giovane e monogama,e idolatrano il loro padre.
Le figlie non vanno dalla madre per l’iniziazione sessuale –piuttosto le rifuggono.
Ogni società con stereotipi sul ruolo sessuale implica spesso una certa storpiata durezza fra gli adulti e i bambini dello stesso sesso.
Pure se la maggior parte delle donne non hanno rapporti incestuosi col loro padre biologico, il matrimonio patriarcale, la prostituzione ed il popolare amore "romantico" sono il predicato fisiologico dell'unione fra figlie e figure maschili sul modello del padre.
Le donne contemporanee sono schiave libere: scelgono la loro servitù per "amore". Le donne vengono allenate per essere "portate via" emozionalmente così lontano, al punto che non possono più pensare. Persefone è stata strappata via da sua madre e portata giù negli inferi, come le donne oggi trascinano se stesse nelle isole dei matrimoni, negli stessi inferi.
Giovanna D'Arco serve come una fonte di rinnovo maschile, attraverso le sue vittorie militari e la sua persecuzione. Sebbene condannata, essa è aitante fisicamente e spiritualmente, un capo (esempio) per gli uomini. Non è stata violentata e non diventa madre: essa incarna lo sfuggire al destino di entrambe Demetra-Madre e Persefone-figlia, oltrepassando il regno della cultura patriarcale. Per questo viene uccisa.
L’inevitabile sacrificio del se, che la biologia esige dalle donne in molte culture, è al cuore del mito di Demetra. Persefone è condannata ad un destino universalmente femminile, come sua madre, nutrendo e producendo (racconti, madri e figlie: il ciclo naturale della nascita e del rinnovamento) per sostenere l'umanità (e il sesso maschile).
La Persefone moderna ancora non ha un luogo ove andare oltre al matrimonio e alla maternità: sua madre non le ha insegnato ad essere una guerriera –prendere strade difficili per destinazioni sconosciute e uniche.
Dissimilmente dagli uomini, alle donne sono categoricamente rifiutate le esperienze di supremazia culturale, di umanità e rinnovamento, basate sulla loro identità sessuale.
Tutte le donne che partoriscono bambini stanno compiendo, letteralmente e simbolicamente, un sacrificio di sangue per la perpetuazione della specie.
La pazzia (furiosa) delle donne è essenzialmente una intensa esperienza della femminile castrazione dal punto di vista biologico, sessuale e culturale; una condannata ricerca il potere, che spesso è visto come una altra forma di auto-sacrificio.
La Persefone moderna non è più elegante, né divina, né più a lungo è salvata da sua madre: Demetra non esiste più– certamente non più per la figlia. Persefone è diventata Cenerentola, stregata e domestica silenziosa di una Demetra, trasformata in matrigna, entrambe odiando se stesse e sono vicendevolmente diffidenti. Le madri (matrigne) non preparano le loro figlie per i pellegrinaggi, conquiste o riflessioni e hanno piuttosto dato loro scopi e illusioni romantiche o letteratura d'evasione.
Le madri iniziano le figlie nella sacra-sorellanza, (fratellanza) della scontentezza non solo affinché le loro figlie sopravvivano. Le madri sono sole, isolate e hanno bisogno di premure –qualcosa che non hanno ricevuto dalle loro stesse madri o dai mariti, qualcosa che come Demetra esse sperano di ricevere dalle loro figlie.
Allora, le figlie ribelli sono trattate severamente dalla madre, come amanti e compagne le quali disertano i ruoli che erano destinate a ricoprire.
Perché le nostre madri e nonne e bisnonne non ci hanno mai detto quale battaglia abbiamo perso, o mai combattuto, in modo che potessimo capire quanto totale fosse la nostra sconfitta? E che la religione e la follia e la frigidità erano proprio come le abbiamo piante? Perché le nostre madri erano così silenziose sullo stupro e sull’incesto e sulla prostituzione e sulla loro stessa mancanza di piacere? Perché, quando avevano così tante parole, non hanno nominato per noi le nostre eroine e parlato con noi delle femministe e delle suffragette e delle Amazzoni e delle grandi-madri?

V.
Il primo intervento del pubblico.

Madri e figlie: le attrici cercano e (forse) trovano le loro "madri" e le proprie "figlie".
Testimonianze, domande e indagini sull’inizione sessuale occidentale.

Titolo: Si presume che 130 milioni di donne abbiano subito la mutilazione degli organi genitali, e oltre 2 milioni sono a rischio ogni anno.

Intervallo:
Il pubblico è invitato a partecipare nel secondo tempo dello spettacolo. Una prova è organizzata.

VI.
Manifesto SCUM: Il ritorno di Valerie Solanas.

Arruolamento e azione poetica/politica: Il "Cadre Cagne" (Quadro Cagne) è formattato.

Nota sulla messa in scena: le tecniche surrealiste sono esplorate: "cut-up" (taglia e incolla) e collage. Linguaggio come arma. Teatro del Popolo (rudimentale) e varie tecniche "Brechtiane": allegra, scherzi, rumorosa, stile esagerato e volgare, cartelloni, striscioni, ecc.
Valerie, (l'attrice che recita Giovanna in “costume” di Valarie) improvvisa con il pubblico e a volte utilizza discorsi preparati e anche altre in verso.

Titolo: Il ritorno di Valerie Solanas: saccheggiando la cultura maschile.

Valerie:
Che noia. Quanto noiosi quei tizzi.
Vogliamo loro? Orrendi e incompleti.
Ma, donne pericolose, mi eccitano.
Una macchina basta, un cazzo in cammino-
Uomo, un animale? Neanche!
Fissati per scopare –dalla vergogna viene questa menzogna!

Titolo: Valerie Solanas: l'autrice di SCUM Manifesto è la donna che sparò ad Andy Warhol.

Voce: Il maschio è completamente egocentrico, intrappolato in se stesso, incapace di empatizzare o identificarsi con gli altri, o mostrare amore, amicizia, affezione o tenerezza.

Valerie:
Per riempire il suo abisso di tristezza,
invidia, gelosia, insicurezza-
lui scopa una donna che disprezza-
o bambini, cadaveri, questo è suo regno.
E a noi maternità e amore dice lui io vi consegno.
Debolezza e vanità è tutto ciò che abbiamo!
Allora concediamo?

Voce: C'è una ragione perché una società non sia ragionevole e capace di empatizzare l'uno all'altro, completi e con nessun ragione a competere, non c'è bisogno di governo, leggi o condottieri -tutti creati dagli uomini per reprimere le donne.

Valerie:
Indipendenza, coraggio, vitalità-
forza, son sicura noi abbiamo intensità.
Ma per provare di essere grandi uomini
fanno soltanto la guerra fra super potenze.
In realtà lui ha invidia della ficca-
vuole terribilmente esser un'amica.

Voce: Non c'è nessuna ragione umana per il denaro o perché qualcuno lavori più di due o tre ore a settimana al massimo. Tutto il lavoro non creativo (praticamente tutto lavoro di oggi) potrebbe essere stato automatizzato molto tempo fa, e nella società senza l'uso del denaro tutti possono avere il meglio di tutto ciò che le donne vorranno. Ma ci sono ragioni maschili, non-umane per la volontà di mantenere il sistema del denaro.

Valerie:
Con la sua donna incapace di stare bene-
Con il suo idolo denaro lui si mantiene.
Potere, controllo sogni di successo,
padrone di tutto ciò che è vivo che lui ha represso.
Brucia l'amore -non può prendere né dare-
ma il lavoro, solo il lavoro il conto a lui sempre fa quadrare.

Voce: Nessuna genuina rivoluzione sociale può essere realizzata dai maschi, perché l'uomo al vertice vuole lo status quo, e l'uomo più basso vuole essere al vertice. Il ribelle maschio è una farsa, questa è la società maschile, fatta da lui per soddisfare i suoi bisogni: ma non è mai soddisfatto perché incapace di essere soddisfatto. In fine ciò a cui il ribelle maschio si sta ribellando è il suo essere maschile. Il maschio cambia solo quando è forzato a farlo, a causa della tecnologia, quando non ha scelta oppure quando la "società" raggiunge la fase in cui lui deve cambiare o muore. Siamo proprio in quella fase adesso.

Titolo: Valerie Solanas è considerata “pazza” e “criminale” perché agì su ciò che molte
persone si accontentano semplicemente di “nominare” e criticare a parole:
l'esistenza della misoginia e dell’assessualità nella cultura patriarcale.

Valerie:
Pensando se stesso come un vero Qualcuno - neanche,
e non vedendo la magia della terra - che a lei non manca,
i nostri occhi come specchio, che paura, lui si gira.
Ogni uomo ha il suo focolare sotto mira.
La donna dall'altra donna lui tiene lontana,
se la rabbia femmina scintilla, dice lui:
prendi una tisana!

Voce: Come l'essere umano ha maggior diritto di esistere rispetto ai cani per virtù di essere più evoluto e di avere una coscienza superiore, allora le donne hanno maggior diritto di esistere rispetto agli uomini. L'eliminazione di qualche uomo, dunque, è un atto virtuoso e buono, un atto che porta molto beneficio alle donne ma anche un atto di misericordia.

Valerie:
Allora se non avete capito fino adesso,
se tu vuoi un cambiamento, un nostro rifiuto non si può reprimere.
Senza noi donne il mondo maschile non può funzionare,
Supplicate la pietà -non vi lascerò comprare.
O questi disutili, più bassi di scimmie, uomini malati-
La solidarietà comincia qui -alleluia siamo salvati.

La maggior parte delle donne sono poco conscie di dove sono arrivate nel loro rapporto con gli uomini. Il conflitto, dunque, non è fra femminile e maschile ma fra CAGNE -dominanti, sicure, sicure di stesse, sporche, violente, egoiste, indipendenti, orgogliose, avventuriere, oscene, indecenti, libere, fottitrici, imbroglione, arroganti femmine, che considerano loro stesse capace di condurre l'universo, che se ne straffottono dei limiti della società e sono pronte ad andare più lontano oltre ciò che è offerto -e quelle che sono gentili, passive, accettano, acculturate, cortesi, dignitose, soggiogate, dipendenti, spaventate, irragionevoli, insicure, cercano il benessere, figlie di Papà che sono così pusillanimi a confronto della realtà ripulsiva di ciò che è un uomo, di ciò che è Papà.

Ma, CAGNE è troppo impazienti per sciogliere l'indottrinamento di milioni di stronzi. Perché devono continuare ad essere femmine libere e arrancare foscamente insieme con quegli insipidi maschi? Perché le indipendenti devono essere confinate nella fogna insieme con quelle dipendenti che hanno bisogno di aggrapparsi a Papà? Una cellula nucleo di CAGNE può prendere il potere nel paese fra un anno e fottere sistematicamente il sistema, distruggendo selettivamente la proprietà e l'assassinio!
Allora ecco che faremo:

Voci diversi:
CAGNE, siamo membri della squadra dello s-lavoro (fottere), della squadra fottitrice; prediamo i posti di vari tipi di s-lavoro.
CAGNE, siamo commesse che non fanno pagare per la mercanzia.
CAGNE, siamo telefoniste centraliniste che non fanno pagare per le chiamate.
CAGNE, siamo operai degli uffici e delle fabbriche, fottere è il nostro lavoro, e segretamente distruggiamo gli strumenti.
CAGNE, noi s-lavoriamo ai posti finché saremo licenziate, e poi prenderemo un nuovo posto di s-lavoro.
CAGNE, noi sostituiremo violentemente nel loro lavoro gli autisti di autobus e taxi e gli operai della metro per andare senza pagare.
CAGNE, noi sostituiremo violentemente gli operai delle reti radio e TV prenderemo il controllo delle onde de radio e TV.
CAGNE, noi distruggeremo le coppie -faremo esplodere le coppie miste, maschi -femmine, dovunque esse siano, e le annientiamo.
CAGNE, continuiamo a distruggere, saccheggiando, a fottere e uccidere finché il sistema del denaro non esisterà più, poi istituendo l'automazione, tutti i governi cesseranno di esistere.

Titolo: Il suo comportamento è “pazzo”, perché rappresenta il tentativo di un individuo socialmente impotente di unire corpo e sentimento.

Valerie: Questi uomini malati, irrazionali, quelli che provano a difendere loro stessi dalla loro schifezza, quando vedranno le CAGNE le attaccheranno e si aggrapperanno alla Grande Mamma con i suoi grossi saltellanti seni, ma Grande Mamma non può proteggerli contro le CAGNE, lei si aggrapperà al Grande Papà che sarà nell'angolo cacaando nel suo pantalone. Gli uomini che saranno razionali, dovunque, non protesteranno o faranno casino, ma restano tranquilli, rilassati, si godranno lo show e cavalcheranno l'onda della loro morte!

Alla fine della scena lo spazio è diviso in due gruppi che si combattono (con coinvolgimento del pubblico che interpreta vari ruoli come rivoluzionarie femmine, “Black Block”, pacifisti, poliziotti, ecc.)

VII.
Sulla barricata.

Esplode una violenta rivoluzione nel teatro. Il pubblico come due "eserciti" contrapposti.
Giovanna (non Valeria) e le sue donne neutralizzano (Shanti Sena) le forze dell'ordine ed il gruppo di violenti rivoluzionari con loro corpi nudi (corpi senza l'organi, da Artaud).

Giovanna (alle rivoluzionarie violente): Ogni volta che noi possiamo aggrapparci ad una forma, per quanto imperfetta possa essere, tieni duro, per non perdere il pensiero intero. Sono indegna di me stessa, io lo so, mi fa soffrire, ma io accetto il fatto della paura di non morire completamente.
Sorelle! guardatemi e vedete riflessi in questo specchio d’argento che io sono, l’odio rigido di questo vecchio mondo esausto. Ma io so che potete vedere anche questo odio che si dissolve, e qualcosa di nuovo, tenero e delicato, ci sta chiamando. Rispondi a quell’appello! Senti che chiama?

(alla forze dell'ordine)
Il viso umano
é un potere vuoto,
un campo di morte…….
……..dopo mille e innumerevoli anni
che il viso umano ha parlato
e respirato
si ha ancora l’impressione
che non abbia ancora cominciato
a dire cos’è e cosa sa.

Una preghiera (a tutti)
Tutti quelli che vivono sono nella disperazione. E questa è una malattia che ci accompagna fino alla morte. È per questa che un uomo rifiuta di essere cioè che è. E le donne, noi donne dobbiamo essere aperte all'estasi e all'illuminazione divina. Sono sicuro che ci sono qualità umane ancora da scoprire: vivere in una condizione ispirata, conoscere la verità, essere liberi, amarci l'un l'altro, immergerci nell'esperienza, abitare con la morte nella chiarezza della consapevolezza. Il Bene e il Male sono reali. La condizione ispirata non è dunque una visione. Non è un privilegio per gli dei, i re, i poeti, i preti, i templi, ma la possediamo noi tutti e per tutto ciò che esiste.

(Si risveglia e rivela se stessa)
Nessuno può mostrare chi esso realmente sia senza un senso di esibizione e vergogna.

VIII.
Manicomio, prigione o?

Tutte le delusioni di Giovanna?
La messa in scena è come la scena due.

Ritorna il coro di canti e numeri:
menendi anenbi
embenda
tarch inemptle
o marchti rombi
tarch paiolt
a tinemptle
orch pendui
o patendi
a merchit
orch torrpch
ta urchpt orchpt
ta tro taurch
campli
ko ti aunch
a ti aunch
aungbli

Titolo: Dove siamo: manicomio, prigione e laboratorio di ricerca?

Input: Forse questa donna è indifesa contro la verità del mondo.

Output: Quale verità?

Voce: Si presume che il tempo passa.

Input: Ma forse lei sta vivendo in altro stato.

Output: Là dove la qualità del tempo è semplicemente opprimente, esistente, inaccaduto, e a lei manca la capacità di rielaborare questa condizione.

Voce: Quale capacità?

Input: Non c'è nulla che lei possa fare per immaginare il tempo esistente come una sequenza rassicurante, che trascorre, fluisce, accade –Il mondo accade, lo creiamo con i nomi, le date e le distinzioni.

Output: Il suo futuro è innominabile, simultaneo con il presente in qualche modo. é l'uno né l'altro accade prima o dopo e sono ugualmente accessibili, forse, solo nella sua mente.

In dialogo: premonizione sul destino di Giovanna.
Lei mi stava fissando con lo sguardo. Sembrava ma forse non era così. Pensai che i suoi occhi non erano capaci di cercare o formulare cose. Comunque non era normale. Si suppone che l'occhio modelli, processi e dipinga, raccontandoci una storia che noi vogliamo credere.

Giovanna: Poi mi raggiunge.

Output: Cosa?

Giovanna: Una cosa dell'altissimo. Giorni, si, anni.

Output: Sai cosa significa? Un giorno? Un anno? O mi hai sentito usare queste parole?

Giovanna: Dimmi delle parole.

Output: Dimmi delle parole.

Giovanna: Quando viene dentro.

Output: Quando viene dentro. Che cosa?

Giovanna: Parte partendo.

Output: Chi sta partendo?

Giovanna: Questo è quando tu, si, tu hai detto.

Output: Cosa ho detto?

Giovanna (in un'altra voce): Non toccarlo......lo pulisco io.....più tardi.

Silenzio. Canta una ninnananna per cercare di coinvolgerla. Giovanna fa molti sforzi, toccanti ma non riesce.

Giovanna: La parola per smagliante è......smagliante.

Coro insieme: La parola per smagliante è......smagliante.

IX.
Intervento del pubblico 2 : "Cadavere Squisito".

Dialogo: azione dello specchio con discorso sull’aspetto "schizofrenico" del mercato e la resistenza. Desiderio e mancanza.

Sei disposto? Sei un regina/re ; sei sacra(o)? Giovanna identifica il re.

Nota: La frenesia del capitalismo moderno mentre utilizza sempre la tecnologia nello sviluppo, che produce sempre più rapidi cicli di desiderio/mancanza (identificazione/ consumo), continuerà a creare nuove forme di consumo e di esperienza in cui si deve pagare per avere (come il cellulare, devi pagare per averlo e usarlo e poi diventa essenziale per la vita quotidiana). Con la tendenza evolutiva del capitalismo si perpetuano nello stesso momento: le strutture gerarchiche dell'autorità patriarcale; lo sfruttamento e la distruzione dei sistemi culturali e ecologici; la continuazione dell’indottrinamento di desideri falsi; la sempre più piccola arena dell’autonomia dell'idee; la crescente impossibilità di realizzare un vero e attuale contatto umano. (Tutta la diversità dell'esperienza mondiale viene assorbita come da un spugna e poi spremuta come risciacquatura e in seguito venduta). Dunque, disturbare, rompere e eliminare il ciclo desiderio/mancanza diventa il punto focale di una resistenza attivista contro la crescente e intrusiva commercializzazione dell'esperienza umana.

Tattica della resistenza: sminuendo la spinta a comprare e sostituendo la commercializzazione dell'esperienza umana con una profonda e attiva ricerca per modi alternativi di essere, e realizzando e attuando una autentica comunanza. "L'immaginazione come kit di sopravivenza" Julian Beck).
Cominciamo con il qui e adesso -il tempo- a esplorare un altro tipo di desiderio e consapevolezza in cui non c'è "mancanza", ma invece l'incontro e la scoperta fra esseri.

Azione: L'improvvisazione: suoni, movimenti e poesia automatici.

Altri temi: Desideri,"la fame" e il cambiamento sociale.

Titolo: Immagina che uno stregone ti penetri con il suo sguardo feroce e ti chieda: “Qual’è il tuo vero desiderio?”

Diverse voci (Alcuni brani sono stati distribuiti fra il pubblico durante l'intervallo per essere utilizzati nella creazione di azioni):

Ma non è vero che lei vada alla deriva da una realtà ad un'altra, indipendentemente dalla logica del tempo. Questo non è possibile. Tu sei creato dal tempo.

Questo è la forza che ti dice chi sei.

Chiudi i tuoi occhi e sentilo. E' il tempo che definisce la tua esistenza.

Tempo è l'unico narratore che è importante. Tende gli eventi e ci rende possibile soffrire e poi da lì usciamo e vediamo la morte che accade e poi da lì usciamo.

Ma non per lei.

Titolo: Ciò che è necessario per i tutti movimenti di liberazione: La forza del proprio inconscio; l'investimento del desiderio nel campo sociale; e il disinvestimento delle strutture repressive.

Ella sta nell'altra struttura, un'altra cultura, dove il tempo è qualcosa uguale a se stesso, assoluto e nudo, vuoto di protezione.

Dov'è il momento? Che senso ha per te?
Mostrami il momento. Hai fame?

Puoi stare nel momento con la tua fame?

E se tu prendi i desideri per la coda?

Forse ci sono momenti in cui scivoliamo in un'altra realtà ma non si ricorda, non si può accettare la verità di quella perché potrebbe essere devastante da integrare.

X.
Super-eroina: il grande rifiuto

Azione: le donne vanno insieme.
Contro-consumo; oltre desiderio/mancanza.
Forma: un "happening."
Parateatro: comunicando come le donne.

Titolo: News Flash: La Mariposita rapisce il cuore a miliardi di ragazze.

Giovanna: La donna nuova possiede ancora più grandi e puri sentimenti. Ella è sola e unica, afferrando il suo cuore. E delle correnti sgorgano nel suo sangue, lei sta in una stato assolutamente impulsivo, libero. Finalmente non è più soltanto un'immagine! E' attualmente donna, completamente impigliata nel cosmo, ma con le percezioni cosmiche. Non pensieri contraffatti, ma solo le sue emozioni la conducono e la guidano. Soltanto allora lei può avanzare e avvicinarsi al Rapimento assoluto, dove l'estasi tremenda esala dalla sua anima. Pure queste donne nuove non sono matte o sciocche: I loro processi cognitivi funzionano secondo una natura diversa. Sono imperturbate. Non vivono in cerchi né attraverso gli echi. Loro esperiranno direttamente. La Donna esplode davanti alla donna!

Voci:
Perché le nostre madri e nonne e bisnonne non ci hanno mai detto quale battaglia abbiamo perso, o mai combattuto, in modo che potessimo capire quanto totale fosse la nostra sconfitta? E che la religione e la follia e la frigidità erano proprio come le abbiamo piante? Perché le nostre madri erano così silenziose sullo stupro e sull’incesto e sulla prostituzione e sulla loro stessa mancanza di piacere? Perché, quando avevano così tante parole, non hanno nominato per noi le nostre eroine e parlato con noi delle femministe e delle suffragette e delle Amazzoni e delle grandi-madri?

Se noi donne vogliamo uscire mai da noi stesse dal pantano dell'autocommiserazione, dell'autodistruzione e dell'impotenza che è stata la nostra eredità per più tempo di quanto possiamo ricordare, per questo è importante avere compassione e comprensione per i nostri fallimenti e debolezze, ma è ancora più importante che diamo sostegno per le conquiste e il successo di noi stesse.

Giovanna: Ci state!......Basta consumo! Ferma il mulino delle macchine dei desideri! Corpi senza organi!

Coro cantando:
La donna esploda davanti alla donna
Sono sola e unica
afferrando il mio cuore,
l'estasi esala
avanzando al Rapimento assoluto
Sono imperturbata
Ma ho percezioni cosmiche
Sgorgano nel mio sangue
Visioni tremende forgiano la mia anima
Sono come sono
Esplodo davanti a te!

Titolo: Breaking News: Erika and Omar confessano su uccisione che ha shoccato il paese. Erika ha detta che volesse essere famosa come La Mariposita.

Giovanna è arrestata.

XI.
Tradimento

Una macchina infernale è assembrata: un tribunale.

Titolo: Non più sacrifici.
O, figlie uccidete vostra madre: omaggio a Erika e Omar.

Voci: Condanna a morte per Erika!

Giudice: Ordine! Ordine in tribunale!
L'accusa è di istigazione all'omicidio della propria madre di tante adolescenti. Come risponde all'accusa?

Giovanna: Siamo tutti pervertiti.

Giudice: Ci sono prove da presentare?

Difesa: L'accusata è semplicemente un poeta della scuola surrealista. Si, lei è una conoscente del partito femminista anarchico–libertario e ha avuto un ruolo attivo nella ribellione, ma ha già pagato il suo debito alla società.

Anticipiamo l’argomento dell’accusa. Ogni tecnologia ha i suoi propri disastri. Il nucleo ha sua Cernobyl; il petrolio soffoca il nostro pianeta; E sulle strade ogni giorno i veicoli strozzano le vite di miliardi dei nostri giovani; e adesso l’accusa pretende di affibbiare la responsabilità dei disastri della tecnologia audio-visiva a Giovanna, La Mariposita- disastri che hanno devastato le menti dei nostri giovani figli, anche della nostra povera Erika e del suo compagno Omar.

Accusa: C'è un bisogno frenetico dei consumatori di ricreare continuamente loro stessi per rispondere alla creazione di desideri sempre nuovi. Ogni desiderio, ogni nuova voglia è un nuovo io potenziale, un nuovo acquisito potenziale. E questo modo di essere è la coscienza post-moderna e Io sostengo che è stata la irresponsabilità di questa artista che ha condotto alla morte della madre innocente di Erika.

Giovanna: Che bel riposo parlare di biciclette e corni. Sfortunatamente non è di loro che devo parlare, ma di lei che mi ha messo al mondo attraverso il buco del suo culo se mi ricordo bene.

Difesa: Erika è una ragazza di plastica. E’ finta, nel senso che vive un distacco dentro la sua stessa persona ancor prima di vivere il distacco dal mondo.

Accusa: Il capitalismo, lo sviluppo più recente della tecnologia e l'iper-consumismo devono creare un ciclo continuo di nuovi desideri per i prodotti, le esperienze e transazioni: sono questi artisti che stanno servendo Mammona!

Giovanna: Non abbiamo finito di cantare la litania delle ignoranze dell'inconscio che non sa niente di castrazione o Edipo, esattamente come non sa nulla dei genitori, Dio, la legge, la mancanza: Il bambino è un essere metafisico e i genitori non c'entrano. Noi non siamo castrate, e allora andate a farvi fottere!

Difesa: Piange quando non dovrebbe piangere, ride quando non dovrebbe ridere. E’ fuori da ogni norma.

Accusa: La frammentazione del concetto di se stessi corrisponde alla molteplicità dei rapporti incoerenti e sconnessi, proprio come la tecnica usata da questi artisti. Questi rapporti ci tirano in una miriade di direzioni, invitandoci a recitare così tanti ruoli che lo stesso concetto di un autentico se stesso recede dalla vista.

Giovanna:
Da un certo punto di vista sarebbe meglio se niente andasse, se niente funzionasse. Meglio se non fossi mai nata, se avessi evitato la ruota di nascita e continua rinascita, niente bocca per succhiare, niente ano per caccare.

Difesa: Erika vive quella che i periti chiamano la diffusione dell’identità, si disperde in una quantità di mondi uno diverso dall’altro e nessuno reale.

Accusa: L'immagine che producono i flash attraverso la retina di un telespettatore di MTV sono materiali isolati, staccati e intermittenti che non riescono a creare una sequenza coerente. Questa cultura schizofrenica non vuole assolutamente accedere al regno del discorso e del linguaggio. Tale cultura è senza radici, separata dalla storia e esiste fuori dal tempo umano.

Giovanna:
Tu sei chi pretendi di essere. Io amo tutto ciò che fluisce,
perfino il flusso mestruale che porta via i semi infecondi.
Sotto i peli, il corpo è una fabbrica surriscaldata,
e fuori,
L’invalido brilla,
risplende, da ogni poro esploso.

Difesa: La sua è una personalità border-line, dissociata, immersa nella psicosi.

Voci: Condanna a morte per Erika. Bruciate quella strega insieme con lei!

Giudice: Ordine! Ordine in tribunale!
Perché abbiamo pensato che c'era qualcosa di psicotico in lei, forse perché le persone che minacciano le nostre convinzioni sono sempre credute pazze?
Per favore, l’accusa continui.

Accusa: (innamorata di lei): Per piacere Giovanna. Tu sei la mia star....testimone. Hai istigato queste impressionabili ragazze ?

Giovanna: Io sono mia figlia, mio padre, mia madre e me stessa. E non voglio dire Io mai più, è proprio una stupida maledizione. Ogni volta che sento questo, userò la terza persona, se per caso ricordo. Se questo vi diverte.

Difesa: Obiezione!

Giudice: Il codice del delirio ci mostra di avere una fluidità straordinaria. C'è un codice possibile che non coincide con il codice sociale. Oppure vi coincide solamente come una parodia. Giovanna, amavi tua madre?

Giovanna: Ricordo all'età di sei anni, mentre stavo mangiando un pezzo di cioccolato, che una certa tipa conosciuta come mia madre, mi aveva dato. Chiedevo a me stessa che senso ha l'esistenza, essere viva, che senso ha essere consci del respiro, e ricordo che ho voluto inalare me stessa in modo da provare che stavo vivendo e vedere se mi piaceva essere viva, e se sì perché.
Non ce l’ho
Papamummi.

Giudice: Ci sono sfortunatamente le vittime in questa marcia inesorabile del Capitale. I genitori devono aiutare i loro figli a controllare con grande attenzione le loro scelte per gli acquisti. Giovanna sei dichiarata colpevole dei capi di accusa. La sentenza è fissata per domani. Vi permetto di parlare al tribunale.

Giovanna: Chiese, eserciti, stati –quale, di tutti questi cani, vuole morire? Sono Dio. Non ero Dio. Sono un clown di Dio. Sono Apis. Sono un Egiziano. Sono un pelle rossa. Sono Negro. Sono un uomo cinese. Sono giapponese. Sono straniera. Sono un uccello del mare. Sono un uccello della terra. Sono l'albero di Tolstoi. Sono le radici di Tolstoi. Sono marito e moglie in una. Amo mio marito e amo mia moglie.

XII.
Sacrificio

La morte di Giovanna
Il rogo: teatro Brechtiano, l’attrice mostra la morte di Giovanna

Titolo: (Canzone)
Perché la morte di un altro non ci porta alla rovina orrenda? Non sappiamo come amare quelli che noi amiamo finché loro scompaiono bruscamente.

Giovanna: Si sentiva invasa dalla nausea, così profonda che si sentiva venir meno; poi, scorse, tra le nubi gonfie d’aria, una fascia d’iridescenza lieve che rifletteva tenui colori su una parte del colle, e trasalì, dimentica, e si mise a contemplare i colori librati in cielo, e s’accorse che era l’arcobaleno. In un punto esso ardeva vivido, ed ella, il cuore dolente di speranza, cercò l’ombra dell’iride là dove doveva trovarsi l’arco e, pian, piano, misteriosamente, dal nulla, i colori apparvero, e si profilò in cielo un arcobaleno tenue, ampio, si curvò, si fece intenso, disegno il suo semicerchio indomabile, traccio un’architettura immensa di luce e di colore sullo spazio del cielo, poggiando i suoi piedistalli luminosi tra la bruttura delle case, ai piedi del colle, ma toccando con l’apice la sommità del cielo.

E l’arcobaleno stette, sospese sopra la terra; ed ella sentì che quelle persone sordide che formicolavano isolate e insensibile sulla putredine del mondo erano ancora vivi, che l’arcobaleno estendeva sua campata di vita nei loro spiriti, e che essi avrebbero gettato via l’involucro corneo della loro disintegrazione, e nuovi corpi nudi sarebbero emersi a nuova crescita, a nuova fioritura, ergendosi alla luce, al vento, alla pura pioggia celeste; e ravvisò nell’arcobaleno l’architettura novella della terra: l’antica materia decomposta e cadente delle case e delle officina spazzata via, il mondo, edificato in una viva costruzione di Verità, su misura della volta del cielo.

XIII.
Il reale si trova qui.

L'ultimo intervento del pubblico:
Per che cosa ha fame il pubblico? Per esempio: esplorazione della politica del genere.

Azione: Tutti sono bisessuali, tutti hanno due sessi.
Due persone si incontrano, se sono di due sessi diversi, allora, un uomo "presenta" con un azione la femmina dentro se stesso alla parte maschile che vive in quella donna; poi, il suo maschio al suo maschio; e il suo maschio alla sua femmina; e il suo femmina alla sua femmina; e alla fine: "Namaste" (sanscrito: il divino dentro di me saluta la divina dentro di te).

Coro (le frasi sono sempre legate ad una azione che coinvolge le spettatore):

C'è un attrazione fondamentale e un antagonismo fondamentale fra me e te.

Nessuno può mostrare chi esso realmente sia senza un senso di esibizione e vergogna.

La realtà è troppo forte per te?

Rischia. Credi in quello che vedi e senti. E' la pulsazione di ogni intuito segreto che hai sempre sentito intorno ai bordi della tua vita.

E' quello che sta succedendo così lontano della tua esperienza che sei forzato a trovare scuse per non seguirlo, oppure trovi spiegazioni meschine come se fosse un errore di percezione?

Non riesci a immaginare tale cosa anche se la vedi?

Voce di Giovanna: Ci sono due corpi in una stanza. E' così che lei li sente, nel cuore spiegato durante il mezzo secondo che serve a slittare oltre la soglia della porta, con le mani che toccano e strofinano e le bocche che si aprono lentamente. Il suo cazzo indurisce nel suo pugno soffice rosa: le loro bocche sono socchiuse per prendere lingue, capezzoli, dita, qualsiasi protuberanza della carne, e per i bisbigli di cos’"era" e di cos’"è", e i loro occhi vengono aperti sull'anima dell''altro.

Fine

Sources

"Women and Madness" by Phylis Chesler.
"The Mind of God" by Paul Davies.
"Open Sky" by Paul Virilio.
"The Age of Access" by Jeremy Rifkin.
"The Protean Self" by Robert Lifton.
"The Body Artist" by Don DeLillo.
"The Adventures of Augie March" by Saul Bellow.
"Anti-Oedipus, Capitalism and Schizophrenia" by Gilles Deleuze and Felix Guattari.
“Desdemona’s Lament” by Julie Taylor, article in TDR Winter 2001.
Text from a German expressionist manifesto.
"The Rainbow" by D.H. Lawrence.
“SCUM Manifesto” by Valerie Solanas.
Antonin Artaud, miscellaneus collected writings
Sarah Kane


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